Tour

L’edizione del 2017 ha visto una sezione espositiva/performativa dedicata al trentennale della morte di Andy Warhol ed ai 20 anni dalla clonazione di Dolly, quindi opere riguardanti i temi della riproducibilità, del doppio, della modifica del DNA oltre a quelle ispirate alla pop art.


Giovedi 13 luglio il festival è iniziato con la perfomance di musica e poesia CARTA E PAROLE, dove le parole dei poeti Francesco Tomada e Roberto Ferrari hanno incontrato il suono della tromba e degli effetti elettronici di Sandro Carta, ha seguito il concerto di ROSA BRUNELLO Y LOS FERMENTOS, il trio guidato dalla contrabbassista veneta che ha visto la partecipazione di Luca Colussi alla batteria e di Filippo Vignato al trombone.

Hanno chiuso la prima serata le sonorità cinematiche di THE MECHANICAL TALES, band friulana che ha proposto una sonorizzazione live dei video di Eleonora Sovrani.


Venerdì 14 luglio la serata è stata aperta dai CORRESPONDANCES quartetto formato da Francesco De Luisa (piano), Alba Nacinovich (voce), Alessandro Mansutti (batteria) e Mattia Magatelli (contrabbasso) che ha donato un sapore jazz alle poesie di vari autori (da Hemingway a Joyce, da Baudelaire a Ginsberg).

Il concerto è seguito dallo spettacolo IL FUTURO POSSIBILE, uno spettacolo di musica e parole che vede impegnati Piero Patui, Angelo Florano e la big band di Pordenone guidata dal piano di Juri Dal Dan. Questo spettacolo è stato presentato grazie alla collaborazione della cooperativa Zeroidee e del progetto Leggermente.

Ultimo live del venerdì MAISTAH APHRICA, band composta da otto elementi e che hanno proposto la musica africana di chi in Africa non è mai stato. Tra il Jazz Funk di Sun Ra e le colonne sonore di Ortolani, con un tocco di elettronica e di effettistica dub.


Il sabato si è aperto con la presentazione della raccolta di racconti “Il cane bilingue” di JUAN CARLOS CALDERON pubblicata dai tipi di Cosmo Iannone Editore.

L’autore ha dialogato riguardo alla suo produzione con Nicolas Mario Murkovic.

Quasi in contemporanea, nell’area enoteca, c’è stato il dj set di DISCOORSETTO, per l’occasione in versione lounge.

Prima band sul palco, per la serata di chiusura di Strofe Dipinte di Jazz 2017, è stata ASK HER OUT, provengono da Trieste, e al festival hanno proposto i brani del loro primo omonimo CD. Si definiscono post soul, il loro suono è una miscela di post rock e black music con grande attenzione al groove.
A seguire, la performance di danza contemporanea proposta dalla compagnia AREAREA, è stato presentato un estratto da RADICI, spettacolo in divenire che vedrà la sua prima uscita ufficiale il 19 luglio a Udine. Hanno ballato per noi Angelica Margherita e Andrea Rizzo.

Dopo lo spettacolo di danza gli OPACIPAPA, progetto guidato da Flavio Zanuttini,presentando un curioso incrocio tra lo swing da big band e l’improvvisazione radicale.Il trio è composto da Flavio Zanuttini alla tromba,  Marco d’Orlando alla batteria e Max Ravanello al trombone.

Hanno chiuso i live di questa edizione gli OTTONE PESANTE da Ravenna.La velocità e la violenza del metal estremo ma senza chitarre.Tromba, trombone e batteria, per produrre un suono che riesce a soddisfare gli amanti del metal tanto quanto i più curiosi tra i frequentatori dei festival jazz.

Arrivederci all’anno prossimo!

Vedi Libretto Strofe 2017

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